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martedì 22 marzo 2016

La farsa dell'arresto del terrorista jadhaista a 300 metri dalla sua casa.



di:

Chissà perché nell’arresto di Salah Abdeslam qualcosa suona falso. Ricercatissimo, doveva essere in Siria nei ranghi di Daesh, invece era nel quartiere dov’è nato e vissuto, Molenbeek, Bruxelles. Ma non aveva amici nel Califfato? Del resto anche il 14 novembre 2015, dopo che lui e la banda jihadista avevano fatto le stragi del Bataclan e del Caffè Voltaire,  più quella mancata allo Stade De France, se n’era scappato con i complici a Molenbeek, da Parigi; tre ore di auto, la macchina viene fermata dalla polizia a Cambrai, e lasciata ripartire verso il Belgio, perché a quell’ora – dice la versione ufficiale – non erano ancora ricercati. E Salah dà all’agente persino il suo indirizzo di Molenbeek. Decisamente è affezionato al suo quartiere. E perché riparare in Siria, dove non conosci nessuno?

venerdì 4 marzo 2016

Giornalista francese arrestato perché ha collegato gli israeliani ai fatti del false flag di Parigi



di: Kevin Barrett

Di Hamza, il “crimine”: Egli ha rivelato l’origine israeliana dei famosi corpi macabri, nelle foto delle vittime, alcuni in posizioni apparentemente impossibili, sparsi in tutto il pavimento sporco di sangue della discoteca Bataclan. Quella foto, la cui autenticità è stata messa in discussione dai media alternativi, è la base del collage di David Dees ‘sulla copertina di un’altro False Flag francese? dal titolo Tracce insanguinate da Parigi a San Bernardino .
L’arresto di Hicham Hamza è esempio di come la grande tradizione francese di Liberté è stata accartocciata e gettata nella Senna, sulla scia del false flag del 11/13. Lo stato di emergenza che seguì all’attacco è stato ufficialmente prorogato fino Maggio, senza alcuna prova o ragione data, e la sua durata può divenire “a tempo indeterminato”, per tutti gli scopi pratici, permanenti .

martedì 15 settembre 2015

Madsen ex funzionario della NSA: Gladio, terroristi “islamici” per spaventare l’Europa





Strani attentati alle ambasciate, presunti terroristi intercettati sui treni, killer “impazziti” che fanno stragi e poi vengono puntualmente giustiziati dalla polizia. 
Tutto questo ha un nome preciso: Gladio. Secondo Wayne Madsen, ex funzionario della Nsa, la storica rete “Stay Behind” che la Nato utilizzò per la strategia della tensione in Europa non è mai stata smantellata. E oggi torna utilissima, per intimidire gli europei schiacciati dalla crisi: anziché cercare soluzioni di rottura – politiche, economiche, internazionali – dovremmo restare incollati agli attuali leader, approvando decisioni sempre più autoritarie, “suggerite” dagli Usa, anche di fronte alla crisi dei migranti che agisce come detonatore della recessione economica, mentre il Medio Oriente è in fiamme e qualcuno, al Pentagono, sogna una guerra con la Russia. 
 

venerdì 13 marzo 2015

Censura in Francia:di cosa hanno paura i politici e i giornalisti francesi?









L’incredibile campagna mediatica condotta in Francia in nome della libertà di espressione, contro tutti coloro che si sono posti dubbi sugli attentati di gennaio a Parigi, si è progressivamente estesa a tutti i paesi della NATO. Ormai lo spirito critico rischia di diventare un reato che spedisce in galera.


martedì 10 marzo 2015

Il potere mondialista comincia a tremare,Hollande in Francia chiede una censura per i "cospirazionisti"













 



di: Thierry Meyssan


Su richiesta del Presidente François Hollande, il Partito Socialista francese ha pubblicato in questi giorni una Nota sul movimento internazionale «cospirazionista». Lo scopo: elaborare una nuova legislazione che gli proibisca di esprimersi. Negli Stati Uniti, il colpo di Stato dell’11 settembre 2001 ha permesso la messa in atto di uno «stato d’urgenza permanente» (Patriot Act) e l’inizio di una serie di guerre imperiali. Poco a poco, le élite europee si sono allineate sulle loro omologhe d’Oltreatlantico. Dovunque i cittadini temono di essere abbandonati dai loro Stati e mettono in discussione le loro istituzioni. Nel tentativo di mantenersi al potere, le élite sono ormai pronte a usare la forza per imbavagliare i loro oppositori.

venerdì 6 febbraio 2015

Francia:si stabilirà una censura preventiva in Internet con la solita scusa di antisemitismo







La Francia andrà a stabilire a breve termine un sistema di blocco amministrativo delle pagine web senza contro giudiziale, su ordine dell’esecutivo, allegando motivazioni di “razzismo ed antisemitismo” che potranno essere applicate a qualunque sito, a qualsiasi giornale, a discrezione del ministro dell’Interno. Questo è il nuovo corso stabilito dall’esecutivo francese e comunicato nella sede delle Nazioni Unite dal segretario di Stato Francese per le questioni europee, Harlem Desir.

lunedì 19 gennaio 2015

ecco la vera parata dei politici contro i terroristi di “Charlie Hebdo”











La seguente foto che  si può osservare sopra,offre un valido esempio della criminale propaganda mediatica a cui i popoli europei sono esposti per 24 ore al giorno.

Nella foto si può notare come la parata composta da questi escrementi umani in prima fila,contro il finto attentato terroristico organizzato dagli stessi,alla sede di Charlie Hebdo,è stata spacciata dai media di regime,come manifestazione pomposa in cui si sono riversati migliaia di cittadini,con l'intento di fare percepire alle masse un forte sostegno da parte dei popoli a questi presunti leader.

giovedì 15 gennaio 2015

Arrestato il comico francese Dieudonné:per lui non vale la libertà di satira










di: Enrico Galoppini

Tutto questo accalorarsi sulla “libertà di espressione” e “di satira” sta assumendo dei connotati davvero… comici.
Quest’oggi è stato arrestato l’umorista francese (di padre camerunense e madre bretone) Dieudonné M’Bala M’Bala.

Il “reato”? Ha scritto su Facebook, dopo la manifestazione “oceanica” parigina in difesa della “libertà di espressione” e “di satira” (e per i “nostri valori” di “libertà” eccetera) di sentirsi “Charlie Coulibaly”.

mercoledì 14 gennaio 2015

IL PRESIDENTE DELLA TURCHIA: DIETRO AL MASSACRO CHARLIE HEBDO CI SONO I FRANCESI E IL MOSSAD









di: Tyler Durden

Meno di 48 ore fa il primo ministro turco Ahmet Davutoglu marciava a Parigi per rendere omaggio alle 17 persone uccise nell’attacco a Charlie Hebdo.  Poi, quasi appena tornato, le cose sono cambiate e il presidente turco ha assunto un tono di confronto. L’ex primo ministro e attuale presidente del paese NATO, Recep Erdogan, ha fatto l’impensabile: ha accusato l’Occidente, in particolare i francesi, di aver organizzato il massacro al Charlie Hebdo con lo scopo di incolparne i mussulmani.  Contemporaneamente  Melih Gokcek,  sindaco di Ankara, del partito di governo AK,  ha affermato: “Il Mossad è sicuramente dietro all’accaduto… sta fomentando l’odio verso l’Islam”, collegando l’attacco alle mosse francesi per il riconoscimento della Palestina.

lunedì 12 gennaio 2015

Attentato in Francia:la solita strategia della tensione









Mentre gli spregevoli media di regime,starnazzano di libertà e di attacco alla libera stampa,proprio loro che da 60 anni censurano,manipolano e ingannano i popoli,va in scena l'ennesimo teatrino di orrori e ipocrisia,a cui il popolo occidentale è stato abituato come fosse in un film Hollywodiano,solo che  si muore veramente è non vi nessun lieto fine .
Gli stessi assassini e mandanti delle esecuzioni di 12 persone che lavoravano per il “Charlie Hebdo”,scendono ora in piazza accompagnati dalla più becera propaganda mediatica,che vuole la guerra contro l'islam,tutto il mondo islamico nessuno escluso,almeno quegli stati non allineati alle direttive dei signori della finanza globalista;